sabato 4 ottobre 2014

Dura, eh?

Sì, è dura... non ci rinuncerei per nulla al mondo ma, alle volte, è veramente dura, soprattutto mi sento spesso come un elefante in un negozio di cristalli, sembra che, per quanta attenzione io ci metta, più che danni non faccia.
Credo di dover imparare a muovermi più lentamente, a riflettere di più, soprattutto a guardare le cose come vanno guardate dalla mia nuova prospettiva.
Troppo spesso la vecchia me prende il sopravvento, le vecchie abitudini, le vecchie paure e finisco col dimenticare chi sono ora e di Chi sono ora sebbene io sia felice della nuova me.
Stasera un amico mi ha detto che non mi ha mai sentita così felice e serena, che non mi riconosce, che sembro ubriaca e non di vino, ma che ne è felice...
La sincera e banale verità è che, sebbene io sia, teoricamente, già appartenuta, non so cosa voglia dire interagire con un Padrone, ci metto tutta me stessa, tutto il mio entusiasmo ma devo ancora comprendere cosa voglia dire appartenere... non a parole ma a fatti.
Ieri sono stata strattonata per il collare e mi è stato ricordato cosa significhi Padrone e cosa significhi schiava... non è stato piacevole ma è stato utile e... rassicurante, può sembrare strano, ma è stato anche rassicurante. Nel suo strattonarmi ci sono state attenzione e cura, ricordarmi il suo tenere a me e ammetto che mi si è aperto il cuore... rimane, però, il dispiacere di abusare così spesso della sua pazienza, il timore di deluderlo, la sensazione di prendere molto dando poco in cambio e questa è la cosa più dura con cui combattere...



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