In passato mi sono sentita sciocca alla sola idea di obbedire a degli ordini a distanza... ora lo faccio e la parola "Padrone" diventa ogni giorno più familiare...
Ho imparato che giocare, spronata da un tuo ordine, mi sta insegnando a conoscere il mio corpo, a capire il piacere che può darmi e a non averne vergogna... ho imparato che i tuoi ordini sono un modo di colmare la distanza che ci separa ed un modo di farmi sentire che ci sei anche quando la tua vita ti porta lontano da me... ma, soprattutto, ho capito quanto nella dominazione, quando è vera, ci sia, spesso, da parte del Padrone, più attenzione per la schiava che non per se stesso e che, alla fine, la dominazione non sia incentrata sull'egoismo. Certo, si gioca anche per il piacere del Padrone ma è un anche e non solo e credo che il vero piacere per chi domina sia vedere chi si sottomette spogliarsi di preconcetti e paure per imparare a darsi piacere... possiamo, in ultima analisi, dare vero piacere a qualcun altro se non sappiamo darlo a noi stessi?
E credo di aver anche capito, sebbene, come al solito, non lo abbia ammesso, cosa intendessi quando hai affermato che un rapporto di appartenenza viaggia ad un livello diverso e più alto di una relazione sentimentale... un livello difficile ma che va oltre i piccoli e banali egoismi di un rapporto standard...
E mi sovvengono le parole di Pablo Neruda: "Ognuno ha una favola dentro, che non riesce a leggere da solo. Ha
bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la
legga e gliela racconti."
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